Scarnificare il Risorgimento
21 AGO 20

Conservare il passato nella naftalina storiografica è una operazione chenon preserva dall'assalto delle tarme della mistificazione retorica; cosìle celebrazioni per il 150^ della unità nazionale sarà occasione perconvocare davanti al tribunale del giudizio politico tutto il panteon deipadri della patria e procedere alla vendetta dei vinti. Il Risorgimento fuuna propaggine della rivoluzione, che completò la fine dell'Impero e laemergenza delle nazioni. Dante concepiva la nazione come una eresiadell'Impero; a differenza della Francia e della Gran Bretagna l'Italia nellastoria europea è giunta tardi, come la Germania, alla unità nazionaleperché presso questi due popoli è vivo il sentimento imperiale e nonquello nazionale. Il Papato è stato influente in Italia proprio perché èsucceduto all'Impero di cui ha conservato lingua e istituzioni. La linguaitaliana è solo quella letteraria, anche oggi è una contaminazioneanglo-dialettale. L'Italia è stata sempre un territorio per la contesa deigiganti, il volgo disperso ha sempre guardato attonito le scorrerie dellenazioni, come da una prospettiva allotria, che è quella astoricadell'Impero. Così è sopravvissuta guardando gli eventi con il sorrisoastenico di una divinità etrusca. Alcuni uomini, ubriachi di novità, hannovoluto che entrasse nel novero delle nazioni e che divenisse forte erestauratrice dell'Impero, non più quello aereo e spirituale ma quellodell'aquila fascista della depredazione e della rapina di uomini e coseall'interno e all'estero. Bisognerebbe ricordare che il primo effettomemorabile del Risorgimento, al di là del pittoresco della fanfare deibersaglieri, fu Caporetto e tutti i milioni di morti consegnati alle lapididelle nostre piazze, preparazione a quegli altri che si consummarono nellaII guerra mondiale... si possono celebrare le sconfitte?